2019-03-17 – Commento di Domenica

Il nostro Tabor. ||| «Egli, (il Figlio dell’uomo), deve andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani e dei sacerdoti ed essere ucciso, ma il terzo giorno sarà risuscitato». Così Gesù preannuncia per la prima volta la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione. Sappiamo però che i discepoli non comprendono e non accettano questo messaggio. Pietro in particolare, che ha confessato che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente, prende in disparte Gesù e si mise a rimproverarlo. “Ma Gesù si voltò, guardò i discepoli e rimproverò Pietro: “Va' via, lontano da me, Satana! Perché tu ragioni come gli uomini, ma non pensi come Dio”. Ecco perché Gesù ne sceglie tre e li porta sul monte: là si trasfigura davanti a loro. Essi lassù sentono la voce del Padre che dice: «Questo è il Figlio mio… Ascoltatelo». L’imperativo della Voce “ascoltatelo” vuole dire che quanto Gesù ha detto e quanto sta per fare è la verità, è il piano divino condiviso con il Padre, della nostra salvezza. Egli dovrà scalare un altro monte, essere affisso alla croce ed essere immolato come vittima di espiazione per i nostri peccati. Non dobbiamo ragionare come gli uomini, ma pensare come Dio. La risurrezione e ancor più lo Spirito Santo farà chiarezza nei discepoli e il ricordo fugace del Tabor apparirà come un momentaneo bagliore che diventerà pienezza nel Risorto e fede viva nella nostra personale risurrezione: San Paolo così la descrive: “La nostra cittadinanza è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose”. È il nostro Tabor eterno in Dio, con il Primo dei risorti.

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Dal Vaticano

Raffaele De Fulvio
Informazioni su Raffaele De Fulvio 7124 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.