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2019-03-13 – Commento di Mercoledì

Credere a Dio e bandire un digiuno. ||| Abbiamo iniziato il nostro cammino quaresimale con l’imposizione delle ceneri accompagnata da un imperativo: “Convertitevi e credete al Vangelo”. La conversione è un ritorno, una liberazione, un passaggio, una Pasqua; un ritorno da un triste esilio, dalla prodigiosa liberazione dalla schiavitù del peccato, un percorso arduo verso la terra promessa, verso il mondo dei salvati e dei risorti. Come gli abitanti di Ninive anche noi, se non prendiamo coscienza di essere una generazione malvagia, rischiamo di restare infognati nel male e a breve soffrire la distruzione. «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta». Ecco l’annuncio di un male che se non guarito con la piena conversione rischia di diventare fatale e irreversibile. “I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli”. Ecco la via: credere nel Dio che libera, intraprendere un serio impegno penitenziale e che conduce alla conversione. In questo percorso incontriamo colui che dice di sé di essere uno più grande di Giona. Egli infatti non si limita a predicare, ma il Figlio dell'uomo diventa per questa generazione il “segno” vivo della energia nuova che sgorga dalla croce, dal sepolcro e da una Pasqua gloriosa di risurrezione.

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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