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Vangelo del giorno : 2018-03-10 – Commento di sabato

“Si batteva il petto e diceva: O Dio, abbi pietà di me peccatore”… ||| Ancora oggi ascoltiamo il profeta Osea. E lui, nella prima lettura, sembra definire una liturgia penitenziale comunitaria. Il popolo riconosce di essere punito dal Signore. “Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà”. Ma la mancanza di perseveranza provocherà altre disgrazie. “Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce. Per questo li ho colpiti per mezzo dei profeti”. Il profeta procede ad una rilettura della storia sacra, durante la quale numerosi profeti si sono sforzati di richiamare alla fedeltà, all’Alleanza. Si sono preferiti i sacrifici e gli olocausti, mentre Dio voleva misericordia e conoscenza di Dio. Questa annotazione indica il graduale superamento delle antiche pratiche cultuali, a vantaggio di un culto consistente in valori spirituali, personali, morali. Nel vangelo si proclama il valore del segno del pubblicano. Da una parte, un fariseo evidenzia la sua condotta positiva, che vorrebbe metterlo da giudice in contatto con Dio e con gli altri. Dall’altra parte, l’amore umile e penitente del pubblicano raggiunge Dio, perché mette quell’uomo nella verità; egli riconosce di aver bisogno di Dio ed è fiducioso nella tenerezza divina; il suo sguardo è orientato verso il Dio eterno, anche se fisicamente “non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo”. Con questa celebrazione liturgica si conclude la terza settimana di Quaresima, con un insegnamento sulla conversione e sulla penitenza; per giungere santamente a Pasqua occorre un cuore rinnovato. Rinnovato dalla grazia, rinnovato, in risposta alla grazia dall’impegno del digiuno, preghiera e delle opere di carità fraterna. […]

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Vangelo del giorno : 2018-03-10 – Vangelo di sabato

Os 6, 1-6; Sal.50; Lc 18, 9-14. ||| In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». […]