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Vangelo del giorno : 2018-02-28 – Commento di mercoledi’

Lo condanneranno a morte. ||| Il cammino di Gesù verso Gerusalemme, la città del sacrificio, mèta dei profeti, testimoni di Dio, dà pieno compimento e significato ad ogni offerta suprema di sé. Oggi ci viene proposto il suo atteggiamento deciso e sereno, mentre annuncia di nuovo (per la terza volta) ai discepoli la sorte dolorosa e gloriosa che lo attenderà a Gerusalemme. Questa gloriosa attesa – forte del desiderio di donarsi – ricorda anche a noi che la Quaresima è da intendersi come un grande viaggio comunitario verso la Pasqua, festa della vita. Non sempre si accoglie così. Perfino da parte dei discepoli, che ascoltano l’annuncio di Gesù, non vi è dato un esempio edificante. Appare più evidente in loro una seria preoccupazione per il futuro, che per la sorte del loro Maestro. Hanno capito che Gesù è il Messia, ma le loro attese si concentrano nella comune convinzione, condivisa da tutti, di un Messia liberatore politico e militare, di conseguenza è opportuno assicurarsi uno spazio onorevole in questo nuovo regno. L’iniziativa parte dalla mamma dei figli di Zebedéo. E’ curioso il testo, “si prostrò e chiese: di’ che questi due figli siedano alla destra e alla sinistra”. Chi adora accetta la maestà di Dio, semmai chiede, ma non comanda. Non si possono mettere sul medesimo piano l’amore di Dio che abbraccia l’universo e i meschini interessi umani. Comunque senza indignarsi, come fa sempre con tutti, Gesù cerca di far sapere che ben altro lo aspetta a Gerusalemme (altro che trionfi!), e che essi in tale circostanza saranno messi a dura prova. Non sembrano di aver capito che la strada del discepolo è condividere la sorte del Maestro. Anzi insistono che tutto potranno fare, perfino bere il calice. Tutto vedono ora e desiderano con occhio umano. Sono veramente ciechi. Siamo ciechi nelle cose di Dio, che ci riguardano. Quanto è bello poter confessare: “Lampada ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino”. Gli altri dieci non sono da meno. Si sentono prepotentemente scavalcati da questa temeraria iniziativa. L’indignazione degli apostoli offre a Cristo l’occasione di spiegare ulteriormente il significato dell’apostolato. A imitazione del Maestro, chi nella Chiesa è costituito in autorità deve servire come lui ha servito, forse anche dando la vita. Qualunque chiamata di Dio non è mai un privilegio, ma un amore che accetta di farsi servizio per gli altri. […]

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Vangelo del giorno : 2018-02-28 – Vangelo di mercoledi’

Ger 18,18-20; Sal.30; Mt 20, 17-28. ||| In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». […]

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Vangelo del giorno : 2018-02-27 – Commento di martedi’

Dicono e non fanno… ma voi non fate così. ||| E' bellissimo il vangelo di oggi, è un vangelo ricco di suggestioni profonde. Gesù parlava alla folla, e gli scribi e i farisei seguivano spesso con molta attenzione i suoi discorsi, perché si sentivano toccati e spesso duramente criticati, come in questa occasione. Diceva a proposito di questi maestri della folla: "Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno". Gesù rimprovera ai farisei l'ostentazione di opere e meriti per farsi vedere, la ricerca di stima e di gloria, il voler essere considerati maestri di vita, "perché dicono e non fanno". "Si sono assisi sulla cattedra di Mosè, ma non sono segno di una presenza di Dio. Mettevano in evidenza la loro persona, la loro autorità. "Voi, miei discepoli, non fatevi chiamare maestri; uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli". E poteva ben dirlo, egli che era venuto per servire e non essere servito. In opposizione a tutta questa ricerca di consensi personali nel servizio dell'autorità, Gesù ripropone: c'è un solo Maestro che non vi inganna, c'è un solo Padre che vi ama davvero. Tutti siamo nel rischio di farci chiamare maestri, e di attirare indebitamente su di noi un'attenzione. Poco ci preoccupiamo di quello che siamo agli occhi di Dio. Spesso trascuriamo quello che Dio solo vede, la preghiera nascosta, le opere di carità "non sappia la tua sinistra ciò che fa la destra". Mentre mettiamo maggior cura in ciò che, pur fatto per Dio potrebbe essere visto dagli altri in nostro prestigio, un'esigenza, un presunto diritto, specialmente quando ci si trova ad esercitare un'autorità. L'autorità è un riflesso di Dio e di Cristo, nient'altro. Con la proposta di questo testo evangelico costatiamo come la Chiesa esiga dai suoi figli in questa quaresima una conversione, che scavi in profondità. Essere attenti a non metterci tra gli altri e Dio, semmai servi, non maestri. […]

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Vangelo del giorno : 2018-02-27 – Vangelo di martedi’

Is 1, 10.16-20; Sal.49; Mt 23, 1-12. ||| In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbì" dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato». […]

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Vangelo del giorno : 2018-02-26 – Commento di lunedi’

Perdonate e vi sarà perdonato. ||| Dopo l’invito a essere perfetti come il Padre, già riportato qualche giorno fa, oggi nel Vangelo di Luca ritorna l’esortazione a relazionarci a Dio nella misericordia. Ci potremmo sentire più vicini ad esprimere questo profondo sentimento nei confronti dei nostri fratelli, ma non è così semplice. La misericordia nell’Antico Testamento è l’attributo proprio di Dio: “eterna è la sua misericordia”. E non è tutto. Il compimento della rivelazione poi l’abbiamo nel Nuovo Testamento. In Gesù il Padre si è mostrato veramente Padre, amandoci prima che noi l’amassimo. “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo”. La misericordia non è un semplice attestato di benevolenza, ma il massimo amore. Ciò che Dio non ha compiuto con la potenza, l’ha compiuto con l’impotenza della sua mano inchiodata alla croce. Prima che l’uomo chiedesse perdono, Dio Padre in Gesù, già l’aveva elargito con abbondanza su di noi, e questa è misericordia. La misericordia è amore anticipato. Così si mostra Dio all’umanità. Per questo Gesù esortò i suoi discepoli a vivere secondo misericordia, a lasciarsi impietosire dalla miseria degli altri. Tre verbi ritmano il comportamento nella comunità: non giudicate, non condannate, perdonate. In essa viviamo rapporti nuovi di amore reciproco, che però sono sempre insidiati dal male. Per questo, anche all’interno della comunità, l’amore non perde mai il suo carattere di misericordia. Il nostro dare misericordia è in realtà il nostro stesso riceverne. Per essa siamo incorporati in Gesù e traspare quell’amore di Dio “riversato nei nostri cuori, per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. Nella misura in cui si dà al fratello si riceve da Dio, così come nella misura in cui si riceve da Dio si dà al fratello. Siamo chiamati ad identificarci con il mistero della misericordia del Signore. […]

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Vangelo del giorno : 2018-02-26 – Vangelo di lunedi’

Dn 9, 4-10; Sal.78; Lc 6, 36-38. ||| In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». […]