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Vangelo del giorno : 2017-12-19 – Commento di martedi’

L’angelo annuncia il Redentore. ||| La nascita straordinaria di Giovanni Battista trova non rari riscontri nell’Antico Testamento, e prepara all’annunciazione di un’altra nascita non soltanto straordinaria ma soprannaturale, divina: la nascita di Gesù. Per la sua incertezza nella fede Zaccaria resterà muto; Maria invece davanti al grande annuncio trova la forza di offrirsi a Dio come umile ma libero strumento del suo piano di salvezza. Per san Luca, le apparizioni di angeli sono il segno che le barriere antiche tra il cielo e la terra sono cadute o almeno stanno per cadere, come in questo caso, e sta per apparire sulla terra degli uomini un’epifania del mondo celeste. I doni di Dio agli uomini sono gratuiti, ma Dio si riserva, talvolta, di chiedere all’uomo la sua interiore ed esteriore partecipazione alla sua opera. Nella prima lettura ci troviamo di fronte ad una pagina letteraria di tipo classico nella Bibbia: il genere delle annunciazioni, sviluppato sempre su di un cliché identico. Dio manifesta la sua forza e la sua onnipotenza attraverso la scelta di strumenti deboli o incapaci. Il quadro descritto dal libro dei Giudici non fa che continuare l’abbozzo della teologia della salvezza e diventa profezia di quella realtà salvifica futura che avrà nel Redentore la sua piena realizzazione. A titolo informativo, il suddetto libro fa parte della riflessione midrascica della storia, ossia un racconto del passato per interpretare l’attualità. Il midrash designa anzitutto un’attività e un metodo di interpretazione della Scrittura che, andando al di là del senso letterale, scruta il testo in profondità allo scopo di attualizzarlo. Il salmo 70 è una limpida preghiera di una persona anziana che trepida per l’immediato domani. Vi troviamo l’affollarsi di ricordi corredate da qualche angoscia e sventura. In ultima analisi, prevale la supplica fiduciosa che apre alla speranza teologale. […]

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Vangelo del giorno : 2017-12-19 – Vangelo di martedi’

Gdc 13, 2-7. 24-25; Sal 70; Lc 1, 5-25. ||| Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». Zaccarìa disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini». […]