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Vangelo del giorno : 2018-04-16 – Commento di lunedi’

Vangelo del giorno

Vangelo del giorno

Procuratevi il cibo… quello che dura per la vita eterna. ||| La folla si dirige verso Cafàrnao e si meraviglia di trovare già Gesù di là del mare. Non intende veramente chi potrebbe essere. Non intende neppure la straordinaria e l’imprevista moltiplicazione dei pani e dei pesci di cui si erano cibati. Cercano Gesù, perché sono stati materialmente nutriti e, Gesù al contrario li invita ad andare oltre il segno, a darsi da fare per procurarsi non un cibo che perisce, ma il nutrimento vivo di cui quello mangiato è stato solamente un’immagine e che il Figlio dell’uomo darà loro. Gesù insinua fin da ora il dono di un altro alimento “per la vita eterna”; esso sarà dato da colui che il Padre ha confermato con “il suo sigillo”. Egli si presenta così il “Consacrato”, l’inviato dal Padre, per donare la salvezza a coloro che crederanno in lui. Costoro sono invitati a “darsi da fare”. Ma essi fraintendendo, pensano di dover fare un’opera meritoria; Gesù invece precisa che il Padre attende da loro l’atto di fede, l’accoglienza fiduciosa “in colui che egli ha mandato”. Questa folla non aveva ancora capito che cosa si dovesse cercare in Gesù, chi fosse Gesù, quale dono portasse da Dio. Una tale considerazione ci può riguardare? Anche noi a volte potremmo cercare Dio per satollarci di pane e di grazie materiali. Chiediamo la grazia che è la sua stessa Vita, immessa in noi con i sacramenti per il sangue di Cristo? Chiediamo di stare in pace, magari chiedendo che ci allontani qualche persona o qualche imbarazzante situazione. Le nostre richieste a volte potrebbero sembrare quasi un sacro accattonaggio. Dovremmo invece contemplarlo, adorarlo, farci amare. Nutrirsi del pane di vita, che è Cristo come sapienza di Dio, discesa dal cielo per sostenere il nostro cammino, come la manna nel deserto. E’ credere in lui, è condividere la sua stessa esistenza.

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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At 4, 8-12; Sal.117; 1 Gv 3,1-2; Gv 10, 11-18. ||| In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

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