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Vangelo del giorno : 2018-03-15 – Commento di giovedi’

Vangelo del giorno

Vangelo del giorno

Non avete udito la sua voce, né avete visto il suo volto. ||| È arduo proclamare la verità a chi non vuole intenderla. Diventa motivo di interiore sofferenza quando c’è la consapevolezza che l’annuncio da dare viene da Dio stesso, è un suo mandato da adempiere, è un annuncio di universale salvezza ed è sdegnosamente rifiutato dai destinatari. Gesù sperimenta tutto questo nei confronti dei suoi avversari e nei confronti degli increduli di ogni tempo. Egli proclamerà al mondo: “La verità vi farà liberi”, egli è consapevole di dover ridare la verità al mondo, non rifiuta di pagare a prezzo della vita l’affermazione della verità. Il Padre gli rende testimonianza: lo ha proclamato suo Figlio e ha detto agli uomini di ascoltarlo. Anche quella voce inconfutabile per molti è diventata voce nel deserto. Egli comunque non cesserà mai di affermare di essere venuto a compiere la volontà del Padre e non la propria. Dice ancora che ciò che rivela agli uomini sono le stesse verità di Dio, dichiara di non cercare la propria gloria, ma quella del Padre suo; si affida alla sua testimonianza e alle opere che egli compie nel suo nome. Ci sono tutti gli elementi per fugare ogni dubbio, eppure i Giudei si ostinano nella loro incredulità e anzi accrescono la loro avversione per Cristo e cominciano ad ordire verso di Lui trame di morte. Cristo ci mostra e ci rivela il vero Volto di Dio, nelle sue parole ascoltiamo la sua stessa voce, la voce dell’Onnipotente. È urgente però credere in quelle parole e rimirare quel Volto con la luce radiosa della fede. Occorre andare a Lui per avere in noi la luce vera. La stessa scrittura sacra ci risulterà oscura se la volgiamo leggere al di fuori del contesto della venuta del Salvatore. In quell’evento tutto converge e quell’evento tutto spiega. Ma come è possibile credere se prendiamo gloria gli uni dagli altri? Tutto deve volgere alla gloria di Dio per la nostra santificazione.

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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At 4, 8-12; Sal.117; 1 Gv 3,1-2; Gv 10, 11-18. ||| In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».