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Vangelo del giorno : 2018-02-11 – Commento di domenica

Vangelo del giorno

Vangelo del giorno

Lo voglio, guarisci! ||| I miracoli di Gesù hanno sempre una loro caratteristica, un loro modo particolare di manifestarsi. Tutti indicano in Gesù un mistero più grande dell’intelletto umano. Ogni miracolo indica allora proprio a Gesù, al Gesù che volge verso la Croce e la Resurrezione. In ogni miracolo abbiamo questa rappresentazione. Il miracolo di oggi manifesta il mistero di Cristo nella potenza della sua Parola: quello che Gesù vuole: è fatto. Il riserbo che chiede all’uomo guarito è in vista della Croce. Non è nella sua potenza miracolosa che Egli vuole manifestare la sua gloria completa. A questa comune base di tutti i miracoli di Cristo si aggiunge un’altra componente, non meno importante. Tutti i miracoli hanno delle loro caratteristiche peculiari. Ogni miracolo ci insegna qualcosa di nuovo e di diverso. Oggi il miracolo è la guarigione di un uomo dalla lebbra. Modo in cui Gesù guarisce e la prescrizione di rivolgersi al sacerdote ci inducono ad una riflessione su un aspetto del male che ci può essere utile per la nostra vita. La lebbra è una malattia, tra le peggiori a livello personale e che ha anche un aspetto sociale che non può essere trascurato. La lebbra significa esclusione dalla civiltà, significa emarginazione, significa l’uomo che si esclude dal rapporto con gli altri. La guarigione dalla lebbra è allora la volontà di Gesù di eliminare tutte le barriere che possono impedire un giusto vivere dell’uomo nella società. La lebbra è il male che può diventare peccato; ma è quel male che isola ed emargina l’uomo; può nascere da pregiudizio, da ipocrisia, da timore verso l’altro. Il ruolo del sacerdote, invocato da Gesù in questo caso preciso, non è religioso; non è cioé il riconoscere una autorità superiore alla sua ma è prettamente sociale. È una constatazione giuridica di una guarigione che riabilita l’uomo. Il sacerdote, però può rappresentare la nostra coscienza di fronte ai pregiudizi, di fronte alle ipocrisie per una accettazione di chi ci sembra diverso. Il male può nascere dal nostro cuore; chiediamo allora a Gesù che li purifichi, perché possa donare anche a noi la purificazione, la guarigione.

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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Vangelo del giorno : 2018-02-22 – Vangelo di giovedi’

1 Pt 5, 1-4; Sal 22; Mt 16, 13-19. ||| In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

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