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Vangelo del giorno : 2018-01-11 – Commento di giovedi’

Vangelo del giorno

Vangelo del giorno

Gesù è la sicurezza in ogni situazione e in lui prevale la legge dell’amore che guarisce e rende nuovo tutto. ||| Il popolo d’Israele si rende conto che l’assenza di Dio in mezzo a loro è una insicurezza, una sconfitta e una morte di fronte ai Filistei. Si vede insicuro e minacciato, va a prendere l’Arca di Dio perché Dio era presente in essa e camminava con loro. Ma nonostante la presenza dell’Arca in mezzo a loro Israele rimane sconfitto e l’Arca rimane nelle mani dei Filistei (1Sam 4, 1-11). Israele aveva fede nell’Arca non nel Signore. La sicurezza non viene da una cosa materiale, ma deve essere posta in Dio. Avere l’arca non è un garanzia… la vera garanzia è Dio. Credere in Colui che è nato è una garanzia a cui ci si deve rivolgere implorando la sua misericordia. Per questo il lebbroso si rivolge a Gesù, per essere guarito, liberato. Il desiderio dell’arca in Israele si realizza in Cristo. Con lui il tempo messianico annunciato si manifesta. Non solo, si incominciano a vedere anche i frutti. L’uomo è guarito nel corpo per un rinnovamento totale. Il lebbroso ha fiducia anzi, certezza nell’amore misericordioso. Egli cioè Gesù, esaudisce colui che l’implora, assicura chiunque nella sua infermità e il suo amore rende nuovo tutto quello che raggiunge. Egli guarisce nella misura in cui crediamo in lui, nel suo amore che prevale su ogni altra legge. Gesù Cristo è la sicurezza in ogni situazione.

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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At 4, 8-12; Sal.117; 1 Gv 3,1-2; Gv 10, 11-18. ||| In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».