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Vangelo del giorno : 2017-12-04 – Commento di lunedi’

Vangelo del giorno

Vangelo del giorno

Signore, non sono degno… ||| Il versetto 8 dell’odierna pagina evangelica lo sentiamo riecheggiare nella formula liturgica che ci dispone a ricevere Cristo nell’eucarestia: «Signore, non sono degno…». Tale formula è uno degli elementi che ci fa comprendere la relazione fra Sacra Scrittura e Liturgia. Infatti come è vero che la Sacra Scrittura fonda la Liturgia è altrettanto vero che la Sacra Scrittura nasce e si sviluppa grazie alla celebrazione e quindi mediante la Liturgia. Il tema propostoci da questa pagina evangelica attiene alla fede al riconoscimento del vero Dio. Il miracolo è in favore di un pagano, escluso dal popolo di Dio. Egli dà prova di una fede che i Giudei non avevano dimostrato: così Gesù lo presenta come un membro del nuovo popolo di Dio, che non sarà più formato da quelli che appartengono ad una razza, quella di «Abramo». Chi, credendo di servire Dio, si fa servire da lui o si serve di lui, ha ricevuto invano la chiamata e, nel banchetto, dovrà cedere il posto ad altri che sembrano meno preparati. Nella prima lettura troviamo questa apertura a tutti i popoli e non soltanto al popolo eletto. La Chiesa, che del regno è il seme, irradia nel mondo un messaggio di pace per la conversione delle genti. Nel trasformare le spade in vomeri e le lance in falci si riscopre il vero modo, quelle cristiano, di preparasi alla venuta di Cristo, con un impegno che realmente trasformi noi e il mondo. Il Salmo 121 è denso di fiducia: l’orante professa la sua fede nel Signore che abita sulla terra e così partecipa alle vicende umane. Il Signore veglia su di noi e non ci lascia vacillare a patto che noi lo vogliamo. Suscitiamolo in noi questo desiderio.

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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Vangelo del giorno : 2017-12-11 – Vangelo di lunedi’

Is 35, 1-10; Sal.84; Lc 5, 17-26. ||| Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire "Ti sono perdonati i tuoi peccati", oppure dire "Àlzati e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te - disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

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