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Vangelo del giorno : 2017-05-19 – Commento di venerdi’

Vangelo del giorno

Vangelo del giorno

Amici per sempre… ||| Bellissimo l’appellativo usato da Gesù nel Vangelo d’oggi. Il Signore ci chiama amici. Noi, servi ingrati e goffi, siamo invitati dall’Amore a varcare le soglie della sua casa. In questo luogo aperto a tutti, il Signore invita a prendere fiato, a riempire i polmoni di quel soffio di vita che permette di mettere a servizio le nostre membra, concepite per essere amate e amare. Come membra autentiche e fedeli di Cristo, possiamo riconoscere in verità ciò che Egli è e ciò che noi siamo per partecipazione al suo Mistero. «Voi siete miei amici, se farete ciò che vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone…». Noi, ormai, conosciamo tutto ciò che serve per camminare sulla strada dell’Amore. In quella casa osserviamo attentamente i «modi» del Signore che affascinano e stupiscono i nostri cuori. Amici del Signore, figli di Dio per lo spirito di vita che abbiamo ricevuto dal Padre, possiamo anche noi donare la nostra vita. Non c’è forma di amore più alta, perché è il dono più prezioso che abbiamo. Ma il Signore ci ripete in un altro passo della Scrittura che chi perde la propria vita per lui, la salverà… Non abbiamo mai nulla da perdere con il Signore se non le nostre sicurezze, la nostra schiavitù. Siamo chiamati a libertà, alla libertà di chi sa amare senza misura perché il nostro cuore non è stato creato per un numero finito di battiti; il nostro cuore anela ad altro, è terra riarsa che protende le mani a Dio, che desidera conoscere la strada da percorrere per innalzare a lui l’anima, compiere il Suo volere ed essere guidata su terra piana… Per il tuo nome, Signore, fammi vivere!

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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At 11, 1-18; Sal.41-42; Gv 10, 1-10. ||| In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».