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Vangelo del giorno : 2017-05-18 – Commento di giovedi’

Vangelo del giorno

Vangelo del giorno

L’Amore riconosce l’amore. ||| Nel brano del Vangelo di oggi sentiamo un imperativo. Il Signore lo usa ma nel pieno rispetto della nostra libertà. L’imperativo indica la gravità di ciò che Egli ci comunica, la necessità nostra di rimanere nell’abbraccio caloroso del suo amore per vivere nella gioia piena che desideriamo. Fuori dal suo amore, non c’è gioia, non c’è speranza, non c’è nulla, sì, c’è il buio della notte. Osservare i suoi comandamenti non è una mortificazione alla nostra fantasia, anzi, è lo sviluppo più fantasioso della nostra interiorità che spesso ci sorprende come ci sorprendono tutte le opere del Signore. Lui ci dona l’amore con cui è stato amato dal Padre e grazie a questo dono le nostre capacità si amplificano e si rinnovano. Gesù si rivolge ad un gruppo ristretto di interlocutori, forse un po’ distratti o irrigiditi quali i discepoli di allora e di oggi. E ci insegna che proprio attraverso queste carenze la sua forza si manifesta, il suo messaggio è trasportato oltre i confini della nostra immaginazione perché sua sia la gloria. Dobbiamo essere annunciatori con la parola e con la vita di ciò che abbiamo visto, ovvero l’Amore incarnato, il nostro Signore. E per annunciare questa Verità, dobbiamo con il cuore seguire il comandamento più grande, amare il Signore e il nostro prossimo, perché l’Amore riconosca l’amore, Dio riconosca la sua creatura.

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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At 4, 8-12; Sal.117; 1 Gv 3,1-2; Gv 10, 11-18. ||| In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».