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mercoledì, 23 agosto 2017 - 19: 37: 55
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Archivio tag: vangelo del giorno

Vangelo del giorno : 2017-08-23 – Commento di mercoledi’

La giustizia di Dio e il suo Amore. ||| Qualsiasi sindacalista avrebbe inoltrato una vibrante protesta nei confronti del padrone della vigna del vangelo di oggi. Egli infatti chiama operai in diverse ore del giorno per cui alcuni lavorano l'intera giornata e gli ultimi invece solo poche ore. Tutti però ricevono lo stesso salario. Sembrerebbe una palese ingiustizia, è invece una sublime lezione di amore. Questo, quando sgorga dal cuore stesso di Dio, va sempre oltre i criteri umani anche quelli che sembrerebbero i più legittimi. È perciò temerario pretendere di poter valutare la giustizia divina con quella nostra. A noi manca la misura perfetta del bene, abbiamo soltanto briciole di sapienza e, a proposito di giustizia, la pretendiamo dagli altri e non sempre siamo disposti a praticarla noi. Ci mancano soprattutto le dimensioni dell'amore e la giustizia senza amore non può esistere. Rischiamo poi di diventare gelosi della bontà di Dio e vorremmo spegnerla in nome della nostra legge. Anche il fratello maggiore del figlio che ritorna a casa non comprende i motivi della festa che il Padre ha ordinato. Ci risulta difficile comprendere persino la sorte beata del ladrone che con una semplice preghiera e un pentimento finale si accaparra il paradiso. Troppo facile ci verrebbe da dire. Nulla però è impossibile a Dio. Soltanto Lui sa coniugare perfettamente amore e giustizia. Noi no. È già molto se riusciamo a far tacere il desiderio di vendetta e i morsi della rabbia quando reclamiamo giustizia, soprattutto quando l'offesa è grave e ci ha procurato cocenti dolori. Dovremmo mai dimenticare che Dio con noi non ha applicato la giustizia, ma ci ha usato misericordia per cui ci dice: "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro celeste".

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Vangelo del giorno : 2017-08-22 – Vangelo di martedi’

Gdc 6, 11-24; Sal.84; Mt 19, 23-30. ||| In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

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Vangelo del giorno : 2017-08-22 – Commento di martedi’

Solo Dio salva. ||| La prima parte del vangelo continua il discorso di ieri sulla ricchezza; diventando ancora più drastico, Gesù dice che nessun ricco potrà salvarsi. Naturalmente si tratta di un confidare in se stessi, un porre a fondamento della propria esistenza le ricchezze e i beni che si possiedono, come nella parabola della domenica. Nella seconda parte, rispondendo all'obiezione dei discepoli sull'impossibilità di salvarsi e sulla ricompensa che riceveranno quanti lo seguono, Gesù fa un discorso altisonante. Ma ve lo immaginate Gesù che parla a questi poveracci dei discepoli e dice loro che devono sedere a giudicare le dodici tribù di Israele? Suvvia, un po' di buon senso! Questi erano pescatori, gabellieri, qualche combattente armato, insomma c'erano tutte le categorie meno considerate o più odiate, e Gesù di Nazareth che fa? Dice loro che seduti sul trono giudicheranno niente di meno che Israele! Dopo duemila anni di cristianesimo e di iconografia trionfalistica, noi possiamo pure passarci sopra con noncuranza. Ma la realtà non deve essere stata così semplice. Questi poveretti nella loro vita alla sequela del Risorto non vedranno che stenti e persecuzioni e non certo ermellini, troni e popoli prostrati. Andranno avanti per fede e per fede riceveranno la corona della gloria. Ma, su questa terra avranno solo fatica e persecuzione. Dio li ha scelti, nonostante tutto, e nonostante tutto, la loro predicazione ha raggiunto gli estremi confini della terra. Il Signore si serve di mezzi che noi non riusciamo davvero a sospettare e ne fa opere grandi di salvezza. È ciò che compie con Gedeone quando lo sceglie come giudice; l'obiezione che egli pone sembra più che corretta umanamente: «Signor mio, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». La risposta a questo interrogativo sta nel racconto che segue, ma la più semplice è che solo il Signore salva e che noi ne siamo solo testimoni e annunciatori.

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Vangelo del giorno : 2017-08-21 – Commento di lunedi’

La vera ricchezza. ||| Iniziamo oggi dalla prima lettura. Il passo dal libro dei Giudici, la cui lettura inizia oggi e si protrarrà per quattro giorni, narra le vicende del popolo di Israele nella terra di Cànaan. Quel popolo eletto si contamina con gli ìdoli delle popolazioni indigene tanto da provocare l'ira di Dio. Benché Dio susciti degli uomini (i giudici) che richiamano al rispetto dell'alleanza, gli Israeliti non tramandano più la fede dei loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore. La fede è una "memoria", che si trasmette e richiede sì coloro che annunciano, ma anche chi ascolta e accoglie. Lapalissiano, viene da dire! Vero, ma non sempre esistenzialmente consequenziale, anche quando si hanno tutte le buone disposizioni. Il racconto evangelico, ad esempio, esprime una situazione del genere. C'è un giovane che si accosta a Gesù pieno di entusiasmo, per ricevere una parola di salvezza. È, da quello che si arguisce e da ciò che dice, un pio israelita, distante quindi dai comportamenti di infedeltà visti nella prima lettura. Egli vuole la vita eterna, la ricerca nell'osservanza della legge, ma l'insoddisfazione lo conduce al rabbì di Nàzareth. Però la risposta che ne riceve lo colma di tristezza. Questa consiste in una richiesta radicale, in una spogliazione totale da ciò che "quel tale" possedeva. "Ascoltare" e "accogliere" non sono la medesima cosa. Ci si può dedicare alla preghiera, alla lectio divina, a pratiche di pietà, si può anche essere moralmente e "religiosamente" osservanti, ma se alla base non c'è un atteggiamento di povertà esistenziale, una coscienza della grandezza e provvidenza di Dio che ci sostiene, "perché egli sa di cosa abbiamo bisogno", non si è pronti a possedere le ricchezze dell'alleanza con Dio. Israele, nel libro dei Giudici, benché arrivato nella terra promessa (compimento dell'alleanza), non riesce a gustarne i frutti, così ciascuno di noi, può credere di essere nel Regno di Dio, come spesso ci sentiamo dire, ma non riuscire a viverlo in pienezza: i vari idoli impediscono di usufruirne. Così il giovane se ne va triste ma con un seme ormai seminato nel cuore da Gesù. Chi sa... tornerà a chiedere un'altra volta??

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Vangelo del giorno : 2017-08-20 – Vangelo di domenica

Is 56, 1.6-7; Sal.66; Rm 11, 13-15.29-32; Mt 15, 21-28. ||| In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore - disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.

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