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venerdì, 22 settembre 2017 - 6: 09: 41
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Vangelo del giorno : 2017-06-22 – Commento di giovedi’

La preghiera al Padre. ||| E’ assurdo e blasfemo pretendere di convincere Dio, onnipotente e Signore, con la forza delle parole. Siamo ben lungi dalla preghiera, che è invece comunione di amore e vivo desiderio di conformarsi pienamente alla volontà divina. Gesù, maestro, ci insegna a rivolgersi a Dio e a chiamarlo con l’appellativo di Padre, immergendoci così subito in una dimensione di amore e facendoci riscoprire l’origine della nostra fraternità. Ci fa chiedere poi che la santità di Dio, del suo nome, sia partecipata e vissuta anche da noi, affinché il suo regno si estenda ovunque e in tutti. Riconoscendolo come unica fonte del vero bene, chiediamo che la sua volontà si compia in noi con la stessa perfezione con cui è vissuta in cielo. Chiediamo anche che ci sia provvido con noi dandoci il pane e quanto occorre alla nostra vita. Riconoscendoci peccatori e trasgressori della sua legge divina, imploriamo il suo perdono impegnandoci a nostra volta a perdonare coloro che ci hanno offeso. Scopriamo così che la preghiera di Gesù non è solo il modo migliore di comunicare con il Padre in un afflato di intimità e di amore, ma è anche il miglior programma di vita per ogni credente.

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Vangelo del giorno : 2017-06-11 – Commento di domenica

Luce, splendore e grazia della Trinità. ||| Dalle «Lettere» di sant'Atanasio, vescovo Non sarebbe cosa inutile ricercare l'antica tradizione, la dottrina e la fede della Chiesa cattolica, quella s'intende che il Signore ci ha insegnato, che gli apostoli hanno predicato, che i padri hanno conservato. Su di essa infatti si fonda la Chiesa, dalla quale, se qualcuno si sarà allontanato, per nessuna ragione potrà essere cristiano, né venir chiamato tale. La nostra fede è questa: la Trinità santa e perfetta é quella che é distinta nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo, e non ha nulla di estraneo o di aggiunto dal di fuori, né risulta costituita del Creatore e di realtà create, ma é tutta potenza creatrice e forza operativa. Una é la sua natura, identica a se stessa. Uno é il principio attivo e una l'operazione. Infatti il Padre compie ogni cosa per mezzo del Verbo nello Spirito Santo e, in questo modo, é mantenuta intatta l'unità della santa Trinità. Perciò nella Chiesa viene annunziato un solo Dio che é al di sopra di ogni cosa, agisce per tutto ed é in tutte le cose (cfr. Ef 4, 6). E' al di sopra di ogni cosa ovviamente come Padre, come principio e origine. Agisce per tutto, certo per mezzo del Verbo. Infine opera in tutte le cose nello Spirito Santo. L'apostolo Paolo, allorché scrive ai Corinzi sulle realtà spirituali, riconduce tutte le cose ad un solo Dio Padre come al principio, in questo modo: «Vi sono diversità di carismi, ma uno solo é lo Spirito; e vi sono diversità di ministeri, ma uno solo é il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo é Dio, che opera tutto in tutti» (1 Cor 12, 4-6). Quelle cose infatti che lo Spirito distribuisce ai singoli, sono date dal Padre per mezzo del Verbo. In verità tutte le cose che sono del Padre sono pure del Figlio. Onde quelle cose che sono concesse dal Figlio nello Spirito sono veri doni del Padre. Parimenti quando lo Spirito é in noi, é anche in noi il Verbo dal quale lo riceviamo, e nel Verbo vi é anche il Padre, e così si realizza quanto é detto: «Verremo io e il Padre e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14, 23). Dove infatti vi é la luce, là vi é anche lo splendore; e dove vi é lo splendore, ivi c'è parimenti la sua efficacia e la sua splendida grazia. Questa stessa cosa insegna Paolo nella seconda lettera ai Corinzi, con queste parole: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Cor 13, 13). Infatti la grazia é il dono che viene dato nella Trinità, é concesso dal Padre per mezzo del Figlio nello Spirito Santo. Come dal Padre per mezzo del Figlio viene data la grazia, così in noi non può avvenire la partecipazione del dono se non nello Spirito Santo. E allora, resi partecipi di esso, noi abbiamo l'amore del Padre, la grazia del Figlio e la comunione dello stesso Spirito.

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Vangelo del giorno : 2017-06-01 – Commento di giovedi’

Anche per quelli che crederanno... ||| La preghiera di Gesù, ogni sua preghiera, ogni sua parola assumono sempre un valore veramente universale. I suoi occhi sono rivolti al cielo e si riversano sui suoi discepoli. Per loro e su di loro sta particolarmente pregando, ma poi aggiunge: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato». Gesù sta affidando al Padre celeste il futuro della sua Chiesa e di tutta la nostra umanità. Invoca ancora l'unità perfetta, la stessa che Egli sperimenta con il Padre suo. La implora come dono e come testimonianza: la carità, l'unità della sua Chiesa e dei suoi seguaci dovranno essere uno dei motivi principali per indurre alla conversione e inculcare la vera fonte nell'unico Signore. I veri discepoli sono certi dell'amore di Dio Padre, godono di tutti i benefici della salvezza, sono nella gioia vera e diventano così fermento, lievito, luce e sale della terra. Quando questi elementi mancano o si offuscano la fede langue e la verità non può risplendere in tutto il suo fulgore. Cristo Gesù nella sua preghiera - testamento, ci appare come sommo ed eterno sacerdote, come Colui che ci ha fatto conoscere il volto stesso di Dio, ci ha resi certi del suo infinito amore misericordioso per tutti noi. In quell'Amore, in quella Verità, in quell'eterno sacrificio noi dobbiamo fondare l'unità. Per questo continuamente ripetiamo sui nostri altari quel dono eterno, sgorgato dal costato di Cristo come effluvio di grazia, come energia coesiva, germe di sincera fraternità. Attingiamo spesso da quella fonte per essere noi il tramite puro della vera luce.

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Vangelo del giorno : 2017-05-27 – Vangelo di sabato

At 18, 23-28; Sal.46; Gv 16, 23-28. ||| In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».

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Vangelo del giorno : 2017-05-21 – Vangelo di domenica

At 8, 5-8. 14-17; Sal.65; 1 Pt 3, 15-18; Gv 14, 15-21. ||| In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

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Vangelo del giorno : 2017-05-14 – Vangelo di domenica

At 6, 1-7; Sal.32; 1 Pt 2, 4-9; Gv 14, 1-12. ||| In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

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Vangelo del giorno : 2017-05-14 – Commento di domenica

Nella casa del padre vi sono molti posti, vado a prepararvene uno. ||| Gli apostoli sono in un stato di profondo turbamento per l'annunciata sua dipartita da questo mondo. Gesù li esorta a superare tale momento difficile, invitandoli a credere in lui in modo rinnovato e più profondo: "Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me". L'assenza visibile di Cristo non può essere motivo di tristezza come in chi avesse perduto la mèta o la strada per arrivarci, perché: "Io vado a prepararvi un posto nella casa del Padre mio". Là è situato il termine del desiderio e della rinascita del discepolo, e quindi la ragione ultima della sua serenità. Il cristiano non è uno spaesato, che girovaga non sapendo dove andare: sa che Gesù è il pedagogo, colui che lo conduce alla casa del Padre, di cui egli è la via, dopo avergli preparato un posto. Ogni uomo per la fede in Cristo già può godere e abitare in questa casa, cioè in Dio, con la volontà e con la purezza dei propri sentimenti. La visione del Padre poi sarà l'appagamento di tutti i nostri desideri e la pienezza della nostra vita. Per questo ora Filippo può dire: "Mostraci il Padre". Una richiesta indispensabile, ma fuori posto per chi aveva avuto già esperienza di vita col Maestro. Gesù si rivolgeva continuamente al Padre. Per cui la sua risposta non si fa attendere: "Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me". Gesù è il volto del Padre. Egli è nel Padre e il Padre è in lui. Egli è il cammino che porta lì. Non ferma su di sé quelli che vengono a lui, ma coinvolgendosi costituisce l'itinerario verso di lui. Non abbiamo quindi solo la sicurezza del termine, ma anche la sicurezza della via, che è Cristo stesso. Ci affidiamo ad essa nel nostro esodo quotidiano. Proprio perché il Cristo sprigiona la potenza e l'efficacia dell'amore di Dio, egli ne diventa la via. La nostra ascesa verso Dio è possibile solo perché lui stesso è disceso verso di noi, lasciandoci un esempio così che possiamo camminare sulle sue tracce per essere introdotti in quella eterna coabitazione.

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Vangelo del giorno : 2017-05-13 – Vangelo di sabato

At 13, 44-52; Sal.97; Gv 14, 7-14. ||| In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

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Vangelo del giorno : 2017-05-10 – Commento di mercoledi’

Lo splendore della Verità. ||| Chi vede Gesù, ascolta le sue parole e crede che in Lui si manifesta il Padre, accoglie la sua luce ed è liberato dalle tenebre e dalla vera morte. Gesù, inviato del Padre, lo manifesta al mondo e compie la sua missione, facendosi obbediente, mettendosi al servizio del Padre, compiendo la sua volontà nell'amore. Egli ci ha aperto la strada. Se lo seguiamo, diventiamo anche noi trasparenza di Gesù e del Padre. Questa è la missione che Gesù ha affidato alla Chiesa e che affida ad ognuno. Essere testimoni autentici dell'amore del Padre: questo è il segno che attende il mondo e soprattutto coloro che sono ancora lontani da Lui. Gesù, Figlio di Dio, ha compiuto questo pienamente, e rendendoci figli in Lui, ci chiama a realizzare in noi ciò che già siamo. Per poter essere dei testimoni credibili, Gesù ci indica un cammino da compiere: credere veramente nel suo amore e accogliere quella Parola che ci libera dalle nostre tenebre interiori, e rimanere in essa meditandola e conservandola nel cuore per poi attuarla nel concreto di una vita di amore. È un cammino ben noto, ma mai compiuto, da ricominciare ogni giorno e momento della vita. La sua Parola ci mette di fronte alla verità di noi stessi, nel bene e nel male, e diventa causa di salvezza se lasciamo che ci trasformi interiormente spingendoci a compiere opere motivate dalla fede e dalla carità. Se questa Parola viene da noi rifiutata, mettendo a tacere la nostra coscienza e sentendoci a posto, tacitamente rifiutiamo l'amore salvifico di Dio, quell'amore sconfinato che invece sarà capace di vincere ogni nostro superbo e orgoglioso egoismo se ci sforziamo di cercare la luce della sua verità e di accoglierla.

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Vangelo del giorno : 2017-05-03 – Commento di mercoledi’

Mostraci il Padre e ci basta. ||| Nel quarto Vangelo, Gesù parla spesso della sua relazione con il Padre, della sua unione con lui, della missione ricevuta da lui. Così questo suo continuo riferirsi al Padre suscita nei discepoli un giusto e curioso desiderio di vederlo. Questa volta si fa promotore l'apostolo Filippo a nome degli altri, vorrebbero qualcosa di più immediato: una visione diretta del Padre. Naturalmente Filippo con questa sua innocua richiesta si procura da Gesù una bella tiratina d'orecchio. "Da tanto tempo sono con voi, e tu, Filippo, non mi hai ancora conosciuto?". Il desiderio più che naturale di vedere Dio con i nostri occhi è impossibile. "Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è in un 'tu per tu' con il Padre, egli lo ha rivelato". Chiedevano una visione oculare di Dio. Ora questa visione di Dio, dopo la risurrezione si ottiene mediante una conoscenza e questa conoscenza - intima comunione - si raggiunge attraverso la condivisione di vita con il Signore. E a chi vive così, Gesù ha assicurato che "si manifesterà". Chi crede infatti, vede con gli occhi della fede, con gli occhi dell'amore. Un proverbio dice: "Il cuore vede più dell'occhio". Gesù riafferma davanti ai suoi discepoli: "Chi ha visto me, ha visto il Padre. Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me. Credetelo almeno per le opere che io compio nel suo nome". Parole di una inaudita portata che i discepoli comprenderanno pienamente quando lo Spirito Santo scenderà su di loro, e ne faranno un profondo motivo di vita. Parole che Filippo si porterà dentro, nella sua missione nel paese degli Sciti, dove secondo la tradizione, fu martirizzato. Di questo Giacomo, detto il minore, figlio di Alfeo, non si ha nessuna notizia durante la vita di Gesù al di là del nome nell'elenco degli apostoli. Il suo ruolo principale ha inizio dopo l'ascensione di Gesù. Infatti nella prima Chiesa Giacomo godette di una particolare autorità. Divenne vescovo di Gerusalemme. San Paolo, dopo la conversione, tornando a Gerusalemme, si diresse subito alla casa di Giacomo, per ricevere istruzioni. Poi, dopo qualche anno, ci ritornò per sottoporre all'Apostolo quanto aveva fatto, motivando tale essenziale incontro: "per non correre in vano". Il suo aspetto e la sua vita lo facevano degno di grande rispetto. Eppure anch'egli cadde vittima della persecuzione di pochi facinorosi. Venne portato su un punto elevato del tempio, perché rinnegasse la sua fede in Gesù. Ma fu spinto giù per non aver rinnegare la fedeltà al suo amato Signore, e così fu il primo apostolo ad essere martirizzato. Era l'anno 62.

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Vangelo del giorno : 2017-05-03 – Vangelo di mercoledi’

1 Cor 15, 1-8; Sal 18; Gv 14, 6-14. ||| In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

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Vangelo del giorno : 2017-04-27 – Commento di giovedi’

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. ||| Gesù Cristo viene dal cielo: è il Figlio di Dio che si è fatto carne. La sua venuta è un atto d'amore; l'amore l'ha ispirata, un amore che tende alla vita. Da lui è annunziata la parola di Dio ed è elargito lo Spirito Santo. Inaudito paradosso: un libero e disinteressato amore per l'umanità in rovina, ha indotto il Padre a immolare il suo amatissimo Figlio. La passione è la massima rivelazione d'amore; è la massima effusione di Dio stesso. Chi mediante la fede vi si immerge, ottiene la vita eterna. Gesù è il dono di Dio Padre, è la vita del mondo: chi ne respinge la divinità e la missione è in stato di inimicizia con Dio, è avulso dalla vita, è nella condanna, "è già giudicato". Il piano di salvezza di Dio Padre è condizionato alla posizione che l'uomo prende nei confronti di Cristo. L'uomo non può restare indifferente: l'indifferenza di fronte all'amore è un rifiuto, un "no" all'amore. Gesù, luce del mondo, è venuto a illuminare; non si contenta di rinnovare nell'oggi dell'uomo i prodigi di Dio, segni della sua benevolenza verso di noi, ma si fa lui stesso sacramento, segno sensibile e credibile dell'amore che è Dio. Perciò chi non mette Cristo al centro della sua vita non vedrà la luce, ma non vedrà neanche la vita.

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