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Orari Sante Messe

Calendario S. Messe dal 01/09/2017 al 31/08/2018

(Link calendari)

Settembre

  • Feriale e Prefestivo ore 19.00
  • Festivo ore 07.30 – 10.30 (famiglie e battesimi) – 19.00

Ottobre – Dicembre

  • Feriale e Prefestivo ore 18.00 (19.00 orario legale)
  • Festivo ore 07.30 – 10.00 (Famiglie) – 11.30 (Battesimi) – 18.00 (19.00 orario legale)

Gennaio – Giugno:

  • Feriale e Prefestivo ore 18.00 (19.00 orario legale)
  • Festivo ore 07.30 – 10.00 (Famiglie) – 11.30 (Battesimi) – 18.00 (19:00 orario legale)

Luglio

  • Feriale e Prefestivo ore 19.00
  • Festivo ore 07.30 – 10.30 (famiglie e battesimi) – 19.00 domenica

Agosto

  • Feriale e Prefestivo ore 19.00
  • Festivo ore 07.30 – 19.00

Dall’ultima domenica di ottobre all’ultima di marzo c’è l’ora solare quindi le celebrazioni della sera sono sempre alle 18,00.

Dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre c’è l’ora legale quindi le celebrazioni della sera sono sempre alle ore 19,00.

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Vangelo del giorno : 2017-10-18 – Vangelo di mercoledi’

2 Tm 4, 10-17; Sal 144; Lc 10, 1-9. ||| In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».

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Vangelo del giorno : 2017-10-18 – Commento di mercoledi’

Designati e mandati. ||| San Luca nel suo Vangelo ci racconta oggi la sua chiamata. Anch'egli, chiamato dal Signore, è entrato nel gruppo dei settantadue discepoli, che seguono e aiutano Gesù e gli Apostoli nella loro missione. È loro compito di preparare la strada al Signore nei luoghi dove egli poi sopraggiungerà per dare il suo annuncio di salvezza. Gesù innanzitutto li sollecita alla preghiera perché: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!". Apparentemente pare che il Signore li invii come poveri pellegrini, carichi di un gravissimo compito e spogli di ogni umana sicurezza: "Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali". Hanno il compito di guarire i malati, (Luca, che è medico, sente particolarmente l'importanza di questo compito), annunciare la pace e l'avvento del Regno di Dio a coloro che li accolgono, ma senza avere la garanzia che quei doni siano poi accolti da tutti. Dovranno radunarsi nelle piazze e scuotere la polvere dai loro calzari contro coloro che non avranno voluto riceverli e avranno rifiutato il loro annuncio. Gesù aveva già detto: "Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato". Questa, con il dono dello Spirito Santo, è l'unica garanzia di cui possono godere. Così è accaduto nel corso dei secoli e così ancora accade. La missione è sempre la medesima, le modalità sono rimaste essenzialmente identiche. Cambiano solo i protagonisti, i seguaci di Luca e degli Apostoli, i missionari e i testimoni di oggi.

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Vangelo del giorno : 2017-10-17 – Commento di martedi’

Un invito a pranzo... da chi? ||| Un fariseo invita Gesù a pranzo. Gesù è motivo di inquietudine perché, contravvenendo ad una norma religiosa, divenuta ormai solo convenzione sociale, non si lava le mani. La reazione del fariseo è di sorpresa se non addirittura di scandalo. Il fariseo non si pone il problema di chi sia Gesù; lo riterrà senz'altro una persona notevole - almeno per la popolarità che suscita. Il fariseo, quindi ha stimato Gesù degno della sua tavola. Egli, ritenendolo il gratificato della sua magnanimità, non mostra allora gratitudine perché nella sua casa entrerà il vero Salvatore. Non dimostra, infatti quella gioia che mostrato Zaccheo nell'accogliere Gesù. Il fariseo forse ha soltanto compiuto un calcolo di convenienza nell'accogliere quel Gesù così popolare. Possiamo immaginare allora il pensiero del fariseo quando si rende conto che Gesù non è quello che lui si immaginava. Probabilmente il non rispetto della norma delle abluzioni prima del pranzo lo avrà fatto pentire di quest'invito. Il fariseo forse non era interessato a delle norme igieniche figlie del nostro tempo, ma di quella che può essere ritenuta una violazione della legge. La reazione di Gesù è allora ancora più sdegnata. Non ha paura di confrontarsi con lo stesso fariseo che lo aveva invitato. Notiamo questo particolare: Gesù non dimostra quella soggezione che il fariseo si sarebbe aspettato e non si lascia sfuggire nessuna occasione per insegnare la vera legge, quella dell'amore e della carità. Chiediamo, allora di accogliere nel nostro cuore Gesù con gioia, liberandoci da ogni ipocrisia, perché anche noi riusciamo a dire con Gesù "oggi è entrata la salvezza in questa casa".

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Vangelo del giorno : 2017-10-17 – Vangelo di martedi’

Rm 1, 16-25; Sal.18; Lc 11, 37-41. ||| In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno? Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

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Vangelo del giorno : 2017-10-16 – Vangelo di lunedi’

Rm 1, 1-7; Sal.97; Lc 11, 29-32. ||| In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

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Vangelo del giorno : 2017-10-16 – Commento di lunedi’

Ben più di Giona c'è qui... ||| Come la regina del sud venne a Gerusalemme per sentire Salomone, così Giona fu mandato presso la città pagana di Nìnive perché si convertisse. Due episodi tratti dall'Antico Testamento sono riportati nella liturgia odierna. Lo stesso Gesù usa questi due esempi per dimostrare come la Sapienza divina può usare qualsiasi strumento per la conversione dei cuori. Il Dio della misericordia non si dimentica mai di chi ha bisogno di aiuto ed è sempre sollecito con la sua azione. Il popolo pagano di Nìnive ha sùbito accettato la predicazione di Giona nell'invito alla vera conversione, quale segno di un Dio che opera sempre per la salvezza. Nella pienezza dei tempi si compie in Cristo il piano di salvezza, quando lo stesso popolo di Israele si era allontanato dalla genuinità dell'insegnamento che Dio aveva affidato a Mosè. La salvezza non arriva più tramite un profeta ma con il vero Profeta. La salvezza stessa non è più solo annunciata ma si realizza concretamente e si presenta in un uomo, nel Figlio di Dio, Gesù Cristo. Che reazione allora ci si poteva aspettare dai contemporanei di Gesù? Soprattutto ricordando la sollecitudine degli abitanti, pagani di Nìnive? Proprio perché Gesù annuncia il Regno con la sua persona, era logico supporre un'accoglienza diversa da quella che Gesù stesso ha sperimentato. Nel rimprovero di Gesù verso la sua generazione leggiamo proprio il desiderio profondo che Egli venga accolto come il vero Messia. Gesù, rivelatore dell'Amore del Padre, è pronto ad indicare l'abbraccio misericordioso verso tutti quelli che si dimostrano pronti alla conversione. La durezza dei cuori dimostratagli significa la non accoglienza del Gesù Salvatore, figlio di Dio e figlio dell'uomo; significa non credere all'Amore del Padre. La generazione di Gesù, in definitiva, crede che per la loro salvezza, questo Gesù non è utile e preferiscono affidarsi alla loro sapienza e alla loro intelligenza. Potremo allora farci una domanda che riguarda il nostro cuore. Di chi ci fidiamo? Solo delle nostre forze? Ci riteniamo autosufficienti? Accogliamo il vero segno di Giona nell'accoglienza del Mistero Pasquale di Cristo come Mistero d'Amore e di redenzione.

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Vangelo del giorno : 2017-10-15 – Vangelo di domenica

Is 25, 6-10; Sal.22; Fil 4, 12-14. 19-20; Mt 22, 1-14. ||| In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: Dite agli invitati: "Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!". Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: "La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze". Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l'abito nuziale. Gli disse: "Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?". Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

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Vangelo del giorno : 2017-10-15 – Commento di domenica

Invitati... ||| Il banchetto che Dio ha preparato per noi è una grande festa di nozze. Lo sposo è il suo Figlio prediletto, Gesù Cristo. Egli è venuto per rinsaldare i vincoli di amore, che sin dalla creazione ci legavano al nostro Creatore e Padre. Le vivande sono già pronte sulla mensa, le festa è iniziata con la sua venuta tra noi. Egli ci nutre con la sua Parola e poi, egli stesso si farà nostro cibo e nostra bevanda, dandoci la sua carne e il suo sangue. I motivi della festa sono la sua presenza, il nostro ritorno nella casa del Padre, la nostra riconciliazione e soprattutto la riscoperta dell'amore di Dio per noi. Per le nozze siamo rivestiti di un abito nuovo, di una nuova dignità. Non siamo più schiavi, ma liberi e quindi a pieno titolo, annoverati tra gli invitati alle nozze. In questo contesto comprendiamo la gravità del rifiuto e di conseguenza i beni incommensurabili che colpevolmente perdiamo. Speriamo di non dover mai essere annoverati tra coloro che invitati, rifiutano l'invito perché affaccendati per le sciocchezze del mondo e ancor meno tra coloro che al rifiuto aggiungono l'aggravante della violenza sugli inviati di Dio. Abbiamo almeno l'astuzia e la sapienza di farci trovare ai crocicchi delle strade per la seconda convocazione, pronti ad indossare l'abito nuziale della grazia e della riconciliazione per poi essere ammessi al convito di Dio. Ora quel banchetto è approntato settimanalmente nel giorno in cui Cristo ripete le sue nozze con l'umanità nel banchetto eucaristico; la vivanda che rigenera è Lui, nel suo corpo e nel suo sangue. È lui la vittima immolata sull'altare del mondo, è Lui risorto che ci fa risorgere e ci infonde una vita nuova, è Lui che ci fa riscoprire la gioia della fraternità, affogando nel suo calice tutti i veleni che inquinano la vita degli uomini e del mondo. Anche tu, sicuramente sei tra gli invitati; il Signore attende la tua risposta.

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