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Anno Liturgico

anno_liturgicoL’anno liturgico inizia con la prima domenica di Avvento e termina con la Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo.

Ci sono tre cicli annuali e ogni anno ne meditiamo uno:

Anno A (meditiamo il vangelo di Matteo)
Anno B (meditiamo il vangelo di Marco)
Anno C (meditiamo il vangelo di Luca)

È suddiviso in questo modo:

 

  1. Il tempo di Avvento è un periodo di quattro settimane (sei nel Rito ambrosiano) che ogni anno apre il ciclo delle celebrazioni del mistero di Cristo. Il tempo di Avvento incomincia con i primi vespri della domenica che cade il 30 novembre (o nella domenica più vicina a questa data) e termina con i Vespri prima di Natale. È il periodo che prepara al Natale, e che culmina nei giorni che vanno dal 17 al 24 dicembre. La festa del Natale risale alla prima metà del quarto secolo, ma solo nel sesto secolo si è creato un tempo di preparazione, di riflessione e di penitenza che assumerà più avanti un vero e proprio carattere liturgico. L’Avvento è un tempo vissuto nell’attesa della venuta del Signore. La prima parte è orientata all’annunciazione della venuta gloriosa di Cristo, la seconda (a partire dal 17 dicembre) è concentrata sulla nascita del figlio di Dio, sull’incarnazione del Verbo. Tempo di attesa e speranza, ma anche tempo di ascolto e riflessione sul Regno di giustizia e di pace inaugurato dalla venuta del Messia. La solennità della festa dell’Immacolata concezione (8 dicembre) non ostacola il percorso dell’Avvento, ma ricorda l’opera del Salvatore che ha santificato la Madre fin dal suo primo concepimento.
  2. Il tempo di Natale incomincia con i Vespri di Natale e termina con la festa del Battesimo del Signore. La solennità (25 dicembre) celebra la nascita e l’incarnazione del Figlio di Dio. Il 26, 27, 28 dicembre rispettivamente le feste di Santo Stefano, San Giovanni Evangelista e dei Santi Innocenti. annoliturgico15b25dNella domenica fra l’ottava di Natale si celebra la festa della Santa Famiglia (se non vi è la domenica, si celebra il 30 dicembre). Il 1° Gennaio si celebra la solennità di Maria Madre di Dio, il 6 gennaio si celebra l’epifania del Signore. La prima domenica dopo l’Epifania si celebra la festa del Battesimo del Signore. Il Natale significa il riconoscimento del mistero di Cristo e la risposta di tutti gli uomini al mistero attraverso l’accettazione della fede. Dal mistero della nascita di Gesù, si passa a celebrare la sua manifestazione al mondo (Epifania), la rivelazione della sua natura divina e della sua affermazione come Messia (festa del Battesimo), la sua vita in famiglia (festa della Santa Famiglia) e santità della Madre.
  3. Il tempo di Quaresima va dal mercoledì delle Ceneri fino alla domenica delle Palme. Periodo di quaranta giorni che precede e prepara la Pasqua sull’esempio dei quaranta giorni di Gesù nel deserto. È tempo di conversione, di penitenza e di preghiera: dobbiamo andare anche noi con Gesù a Gerusalemme per morire con lui e risorgere con lui, facendo morire il peccato e diventando nuove creature, risorte con Cristo. Dall’inizio della Quaresima fino alla Veglia Pasquale non si canta l’alleluia. Le domeniche di Quaresima sono cinque; la sesta in cui ha inizio la Settimana Santa, si chiama Domenica delle Palme e della Passione del Signore
  4. La Settimana Santa è la Settimana che precede la Pasqua ed è la più importante dell’anno. In essa seguiamo Gesù dal suo ingresso a Gerusalemme, la domenica delle Palme, fino alla sua morte e sepoltura. Nel Giovedì Santo si ricordano l’ultima cena (che è stata la prima Messa), l’istituzione del sacerdozio e il gesto della lavanda dei piedi, segno di amore e di servizio. Il Venerdì Santo non si celebra Messa, si fa memoria della Passione di Gesù. Con la Veglia Pasquale comincia la più grande festa dell’anno.
  5. Il tempo di Pasqua è un periodo di cinquanta giorni che come un grande e solo giorno va dalla Pasqua alla Pentecoste; la Chiesa canta la gioia della Risurrezione che accoglie per sé e annuncia al mondo con la forza dello Spirito Santo che le è donato. La Domenica prima della Pentecoste è la solennità dell’Ascensione, importante solennità per noi cristiani.
  6. Il tempo Ordinario (o per annum) inizia dopo la domenica del Battesimo di Gesù e si sospende al mercoledì delle Ceneri; poi riprende dopo la Pentecoste e termina la domenica dedicata a Cristo re dell’Universo. Periodo di 34 settimane in cui la Chiesa si mette in ascolto di Gesù Maestro; tempo dell’ascolto, del lavoro, della santificazione.

Il Messale presenta quindi 34 Messe per le domeniche e ferie di questo Tempo. Il loro uso è regolato dalle norme seguenti:

a) nelle domeniche si prende normalmente la Messa che corrisponde al numero ordinale di quella data domenica, a meno che non ricorra una solennità o una festa che tiene il luogo della domenica;

b) nelle ferie si può dire una qualsiasi delle 34 Messe domenicali, i cui formulari sono riportati nel MR (vedi anche le collette per le ferie del Tempo Ordinario).

Il Gloria e il Credo si dicono soltanto nelle domeniche.

Nelle domeniche il Prefazio è quello delle domeniche del Tempo Ordinario; quello comune nelle ferie. (Nelle domeniche nel Canone Romano si dice il Communicantes proprio e nelle preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio).

L’antifona alla comunione è presentata in duplice stesura; la prima è tratta dal salterio, la seconda per lo più dal Vangelo. Si può scegliere l’una o l’altra, secondo l’opportunità, dando però la preferenza a quella tratta dal Vangelo, quando sia riferita al Vangelo del giorno. (La domenica è opportuno dare la preferenza all’antifona con riferimento al Vangelo dell’anno A o B o C).

  I colori liturgici del rito Romano

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